A cura della Prof.ssa Marinetta Vitale

Un senso di profonda ed inesprimibile commozione mi ha pervaso la sera del 29 Giugno nel vedere circondati di gloria, sul sagrato della Chiesa, durante la messa all’aperto, i nostri Santi Patroni Pietro e Paolo sotto un cielo limpidissimo che dai bagliori fulgidi del tramonto, passava allo scintillio delle stelle.

Come sempre l’aria era satura di poesia anche quest’anno per la festa patronale, pur se limitata dalle misure restrittive a causa del coronavirus.

È stata ricolma di cerimonie sacre e di preghiere durante la novena per commuoverci nella nostalgia del meraviglioso, per indugiare un po’ nei ricordi e per ritrovare, specie in questi giorni, fiducia e speranza e vedere la gente con occhi diversi.

Un tenue chiarore di colore rosso ha illuminato il campanile, che sembrava animarsi per rievocare il tempo in cui è stato il protagonista indiscusso della scena. Un silenzio assordante è sceso sul paese coprendo le note del tradizionale canto “Pietro vai” e sovrastando lo scroscio di un applauso gratificante; era il silenzio dell’animo umano di chi alza gli occhi al firmamento al cospetto di Chi tutto può, ponendo in un angolo di cielo, le proprie paure più recondite per il dolore, la malattia lasciandole negli abissi dell’oscurità.

Toccante la partecipazione degli iscritti all’ Arciconfraternita del S.S. Nome di Dio egregiamente guidata dal Priore Prof. Vito Donniacuo che spiccavano con il rosso della loro divisa simile al sangue del martirio degli Apostoli. I nostri cuori hanno sentito il desiderio di offrire alle nuove generazioni il cammino percorso dai nostri avi che hanno voluto lasciarci un’eredità di fede, di speranza, di amore condiviso.

Questa è stata la motivazione che ha dato una forte spinta emotiva ai componenti del Comitato festa al quale va il mio sentito e meritato grazie e a tutti i sampietresi, in particolare a Don Enzo Serpe che ha permesso di realizzare una coinvolgente celebrazione liturgica in ottemperanza alle attuali norme vigenti per i riti religiosi.

Esprimo anche a nome dell’intera comunità, la più sincera gratitudine al Sindaco Avv. Girolamo Giaquinto e all’ intera amministrazione comunale per la partecipazione e l’alto senso di responsabilità politica e morale mostrata ai montoresi in questo difficile periodo, alla Polizia Municipale, alle Forze dell’ordine e alla Pro Civis di Montoro sempre solerti nello svolgimento del proprio dovere.

Come in ogni festa della vita, a serata inoltrata, un lieto fine è sopraggiunto inaspettato: lo sfavillio dei sobri fuochi d’artificio che hanno destato l’attenzione dei presenti, ed ecco che inavvertitamente la cenere come una lieve neve si è posata sul capo di ognuno, quasi come se San Pietro ci avesse sfiorati e benedetti per ricordarci che “le reti vuote di pesci”, domani si riempiranno di felici emozioni più vive e più intense che nessun male o virus potranno calpestare, perché la fede e il rispetto delle nostre radici trionfano sempre.